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Zdzisław Beksinski è un artista storico anche se ancora non gli si attribuisce il giusto peso nelle storia dell’arte moderna, ha vissuto quasi tutta la sua vita in Polonia dove è nato nel 1929 e dove è morto ammazzato nel 2005.

Si è laureato a Cracovia in architettura nel 1955, mentre svolgeva un lavoro che odiava come supervisore dei lavori in un cantiere, si interessa alla fotografia, al fotomontaggio e alla scultura,nelle sue prime opere fotografiche già emerge il suo stile che rimarrà perlopiù inalterato fino alla sua morte, volti bendati, paesaggi scarni e desolati e persone senza il volto  imprimevano nella pellicola fotografica il suo senso di inquietudine.

L’esperienza fotografica lo porta alla pittura, quella ad olio, dipinge su tavole di truciolato preparate da lui, odia il silenzio e mentre dipinge ascolta musica classica che è l’unica sua fonte d’ispirazione, se nei suoi dipinti c’è un filo rosso che li attraversa, il filo che lega l’incubo al reale e ci provoca quel senso di inquietudine e di ansia, un episodio in particolare segna il suo percorso artistico, un incidente stradale che gli provoca il coma.

Al suo risveglio dopo tre mesi il suo filtro tra sogno-incubo e realtà è scomparso, tutta la sua produzione sarà diretta verso il mostrarci la reale dimensione degli incubi, lui non ama definire il suo stile, consapevole del fatto che quella realtà non può essere definita, non può essere spiegata, il fatto di dipingerla e di creare uno specchio era l’unica cosa da fare.

Negli ultimi anni si interessa alla pittura e fotografia digitale, anche se oramai anziano si dilettava a produrre opere digitali e fotomontaggi.

Una serie di sfortunati eventi segnano l’ultima parte della sua vita , nel 1998 muore la moglie, la segue un anno dopo il figlio che si suicida impiccandosi, Zdzisław Beksinski  verrà ucciso da 17 coltellate inflitte dal figlio del maggiordomo a causa di un prestito negato.

Pochi i suoi riconoscimenti, alcuni internazionali, oggi è poco conosciuto sia nel web che tra gli amanti dell’arte, sopravvive solo in ambito accademico anche se a lui devono la propria arte molti artisti quotati come Giger.

Per vedere le sue opere l’unico museo che ha una raccolta ben fornita ( 50 dipinti e 120 disegni ) è il Beksiński Museum a Sanok, Polonia.

Redazione

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