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Quando si parla di artisti messicani c’è sempre da tenere in considerazione il profondo processo di revisione estetica al quale sono sottoposti.

Trasbordati da un’arte pittorico-figurativa molto forte, ereditata dai grandi maestri come Rivera e Frida Kahlo, vengono scaraventati in un epoca dove il figurativo viene investito dalla cultura pop ( vedi lowbrow art ) da un lato e dall’altro da una sempre più pesante ricerca di trasfigurare i drammi della società contemporanea.

Ecco il caso di Richard Mendtorr dove “le piccole bugie contengono grandi verità” e dove l’universo dell’io viene ininterrottamente svelato senza filtro alcuno e senza volontà di simbologia. Nudi e crudi i suoi autoritratti sono tableau di perversioni fanciullesche, spinte ancora più in la da una capacità pittorica accademica.

Aspettiamo che questo fanciullo cresca ed esplori altri tabù.

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