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Pixel Pancho è uno street artist italiano ( Torino ) che ama visceralmente la robotica steampunk , ama non solo dipingere ma realizza anche automi assemblati con materiali da riciclo come vecchi termostati, latte, metallo arrugginito.Ha studiato tra l’Italia e Valencia ed è proprio da quest’ultimo paese che ha ereditato i colori pieni e la monumentalità muraria.

Prendendo spunto da vari ambienti come la foresta, la spiaggia, l’universo Sci-Fi  crea questi robot dai colori terrosi, arrugginiti, quasi sempre incompleti oppure quasi obsoleti, li immerge in un prato fiorito e gli impone il ruolo di insegnati di vita.

Forse ci ricordano come l’uomo possa avvicinarsi in modo pericoloso allo stile di vita robotico, come nella serie dedicata al mondo del cibo formato capitalistico “desert food” , creati in una società già in declino come la nostra irrompono in tutta la loro inadeguatezza, sgangherati coprono le loro deformità con giacchette o cappellini, voglendo far parte di quel mondo umano che li ha creati.

“Pixelpancho non è niente altro che un nome, un’entità, una persona a cui piacciono i robot con i quali vuole comunicare. Esprime ciò che è giusto far vedere. Il robot è un soggetto molto volubile e quindi lo posso utilizzare per diversi concetti, non ce n’è solo uno. È un po’ la deificazione dell’uomo stesso. Io sono nato negli anni Ottanta quando questo era il simbolo della fantascienza, il sogno e la fobia della società di quel tempo. Per l’uomo il robot è il desiderio di essere Dio, di trasformarsi in lui, è una sua creazione. È la deificazione dell’uomo. Da parte mia è un po’ una presa in giro, perché io sono assolutamente non religioso..more

Tutta la ricerca narrativa di Isaac Asimov è concentrata nelle opere di quest’artista, proiettato però nella contemporaneità ha perso quella carica grandiosa e quasi fiduciosa che animava la fantascienza degli anni 70 e 80.

Se siete di Torino, potete ammirare le opere di Pixel Pancho in una mostra a lui dedicata “The Garden of Eden”. Ad ospitare lo show è la Galo Art Gallery Torinese che per l’occasione è stata completamente invasa da una serie di dipinti su legno e superfici metalliche, ma soprattutto sculture di grandi e piccole dimensioni. Aperta fino al 31 Ottobre

Redazione

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