Una Holding russa ha comprato per 150 milioni di euro l’archivio del pittore, architetto e storico Giorgio Vasari (1511-1574), conservato nella Casa Vasari di Arezzo e venduto dal proprietario Giovanni Festari.
Le testimonianze di Vasari come artista, architetto e di letterato sono tra i maggiori punti di riferimento del Rinascimento in Italia, nell’archivio erano infatti presenti lettere, alcune scritte a Michelangelo e Cosimo I, contratti, carteggi, scritti privati.
Come prevede la legge, gli attuali proprietari hanno scritto alle autorità interessate, in primo luogo alla Sovrintendenza dei beni culturali della Toscana, competente per territorio. Come prevede la legge, lo Stato italiano ha un diritto di prelazione: può comprare il bene vincolato e in procinto di essere venduto, per la stessa cifra, ma come tutti sappiamo bene non ci sono i soldi per nulla figuriamoci per i beni culturali.
L’atto di vendita è stato trasmesso, come detta la legge, al ministero dei Beni culturali che ha chiesto alcune precisazioni: “Adesso lo Stato ha fino a 180 giorni per esercitare il diritto di prelazione trascorso questo tempo, quel diritto decadrà”.
Ieni Alexandra
No way is that like this?