Nasce sulla sponda di un ghiacciato fiume della Svezia del nord, ma solo dopo due mesi si trasferisce sulla calda costa della Sicilia orientale per la precisione a 550 metri dal mare a Castelmola.
Cresce tra farina ,odore di legna bruciate a 200 gradi,ginocchia sbucciate ,palloni scomparsi nei burroni e soprattutto musica.
Sin da bambino viene invogliato a volte anche costretto a cantare e ad esibirsi nelle recite scolastiche delle elementari.
All’età di undici anni impugna la chitarra seguito pazientemente dal padre ,cantante di musica folk, ed impara ad eseguire il primo brano niente popo di meno che “White Xmas”.
Da allora la passione per la musica non fa che aumentare e sfoga la sua prima fase sulla musica folk e inevitabilmente sulla leggera italiana soprattutto Dalla e Battisti.
A quattordici anni conosce per la prima volta il forte vibrare di una chitarra elettrica ,una bellissima Stratocaster, e per quattro lunghi anni non potrà fare a meno di idolatrare le miagolanti note di Hendrix e gli acuti di Mercury e compagni.
Ma per il futuro cantautore la vera svolta sta in un doppio vinile impolverato di Bob Dylan che gli fa capire dove potrebbe trarre qualcosa senza dover studiare eccessivamente data l’innata pigrizia del sottoscritto.
Nel 1999 comincia a scarabocchiare testi in un icomprensibile inglese improvvisato.
Ci vollero due anni per capire che era meglio lasciar perdere e dedicarsi a quella lingua così difficile da masticare,l’italiano.
Di tanto in tanto comincia ad imbattersi in strane musiche orientali che stuzzicano sempre pi ú la sua curiosità.
Il primo approccio con esse avviene grazie ad un sketch comico di Aldo ,Giovanni e Giacomo che ai tempi di “Mai dire gol”interpretano un trio di acrobati circensi chiamati “i Bulgari”.
Oltre alle risate Mimì viene atratto dal sottofondo musicale strano e coinvolgente e dopo varie ricerche scoprirà trattarsi di una melodia zingara e per l’esattezza di una orchestra di ottoni ,la “Kocani Orkestar” capitanata dalla mitica tromba di Naat Veliov.
Da li in poi oltre a farsi ispirare da artisti del calibro di Tom Waits ,Paolo Conte ,Fabrizio De Andrè e Vinicio Capossela ,si fa investire dalle meravigliose melodie della musica zingara e delle sue varie etnie.
Nel dicembre del 2006 grazie a suo cugino che tanto lo invoglia a farsi sentire in giro e alla Malintenti ,una piccola etichetta indipendente, registra un EP di otto brani.
Seguono tantissimi concerti in giro per la Sicilia e svariate apparizzioni in continente.
Intanto tutti ,compreso lui aspettano un secondo lavoro poi un terzo e magari un quarto e chissà se ci sarà posto per un quinto?
Nel frattempo si dedica alla campagna ,a risanare una terra che soffre l’abbandono e si fa soddisfare dal silenzio con cui le piante e gli alberi lo ringraziano.

Photo manipulation by Marco Garofalo