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Henk Helmantel è nato nel 1945 a Westeremden – Olanda, incomincia a dipingere all’età di dodici anni , nel 1965 consegue la laurea in Belle Arti all’Accademia Minerva di Groningen . La sua carriera di artista si è sempre concentrata sul realismo, dipinge nature morte e interni di chiese medievali e monasteri come un pittore fiammingo, nelle sue opere c’è una precisa miscela tra le sue convinzioni cristiane ,  Rembrandt e la pittura iperrealista , trova ispirazione, soprattutto in oggetti comuni di uso quotidiano provenienti da diverse culture, ma anche frutta come mele, pere, pomodori, cicoria, cipolle, melograni, uva, ecc.

Vive nella sua casa medievale a Westeremden che ha ricostruito lui stesso dalle fondamenta  , nel 1985 diventa una casa museo.Circondato dalla sua collezione di vasi romani, preziose antichità cinesi e altri cimeli, dipinge per restituire al pubblico quello stesso patrimonio accumulato per bramosia estetica, come se la tela fosse una teca espositiva itinerante.

La differenza tra le sue nature morte e quelle del 600 è chiara, nelle sue tele manca totalmente il senso di opulenza, di ricchezza e abbondanza, anche la gamma dei colori risulta più spenta, quasi tendente al monocromo in alcune tele, il suo mondo è serio, sobrio, statico, anche un po’ malato “Le mie tele  non sono opere del passato. Chi le giudica tali non le analizza come si deve”.

Dipinge ad olio su masonite ,un tipo di tavola fatta di fibre di legno cotte a vapore e pressate,che potremmo definire un’evoluzione della pittura ad olio su tavola, gli artisti italiani che predilige sono “Giotto, Beato Angelico, Mantegna, sono i vostri pittori che più amo, in assoluto. Caravaggio? Lo trovo ‘esagerato’. Troppo intenso. Apprezzo invece la tavolozza raffinata di Morandi, l’abilità nel disegno di Leonardo e Michelangelo”

Ieni Alexandra

 

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