Erik Johansson è un giovane ragazzo svedese , solo 23 anni, specializzato in composizioni surrealiste digitali, avrà passato la sua adolescenza tra quadri di Magritte o Dalì…non si sa ma una cosa è sicura; Lui è uno di quelli che non dimentichino quanto sia importante che l’interiorizzazione di un’immagine, come può essere una fotografia, abbia salde radici in una riflessione morale, estetica e funzionale e non essere semplicemente un virtuosismo fine a se stesso, come accade a tanti suoi colleghi già affermati. E sicuramente Erik non dimentica neanche un’altra cosa, e cioè che il realismo non esiste neanche alla massima risoluzione possibile.
Ed è così che assistiamo ad un giochino che Salvator Dalì avrebbe amato, manipolare direttamente la realtà ( l’immagine fotografica) senza passare dal mezzo “pittura” e quindi dote personale, il tutto senza sporcarsi le mani e utilizzando solo l’intelletto! , la tecnologia in questo caso diventa veicolo di un , si potrebbe definire, Tardo Surrealismo o Post Surrealismo di inizio 2000 con firma digitale e manifesto sui Blog.
Speriamo che questa corrente abbia un doveroso sviluppo anche fuori dal web e si incominci a fare delle mostre con queste opere, perchè di una cosa si è certi, la pittura in senso classico (colore e pennello) sta vivendo tempi difficili a fronte di arte digitale o manipolazioni fotografici che vogliono avvicinarsi a realtà pittoriche.
Ieni Alexandra







