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	<title>laboratoriocreativo.org&#187; Cronaca d&#8217;arte</title>
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		<title>Le città fantasma d&#8217;Italia III</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 20:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila città fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua il nostro viaggio nelle città fantasma d&#8217;Italia, oggi un assaggio sporadico di 4 tra borghi e città più o meno abbandonate, scrivo così perchè ,mio malgrado , devo aggiungere, spero solo temporaneamente una città fantasma che ad oggi detiene il primato ; L&#8217;Aquila, primato derivatole dalla contemporaneità ( infatti una città di queste proporzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il nostro viaggio nelle città fantasma d&#8217;Italia, oggi un assaggio sporadico di 4 tra borghi e città più o meno abbandonate, scrivo così perchè ,mio malgrado , devo aggiungere, spero solo temporaneamente una città fantasma che ad oggi detiene il primato ; L&#8217;Aquila, primato derivatole dalla contemporaneità ( infatti una città di queste proporzioni non veniva abbandonata dalla Rivoluzione industriale ) e dalla vastità ( per dettagli rimando a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell'Aquila_del_2009" target="_blank">Wikipedia</a> ).</p>
<p>ABBRUZZO</p>
<p>L&#8217;Aquila è una città italiana di 72.609 abitanti , situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno in posizione predominante rispetto al massiccio del Gran Sasso, conta una presenza giornaliera sul territorio di oltre 100.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo. La città è sede di Università e di enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale.<br />
La città dell&#8217;Aquila sorge su uno dei territori a alta sismicità della penisola italiana e, fin dalla sua fondazione, è stata funestata molte volte da eventi tellurici. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315, ne seguirono altri nel 1349,1461,1703 quasi tutti preceduti da sciami sismici e contrariamente a quello che sta accadendo oggi anche se la città fu totalmente rasa al suolo prontamente fu ricostruita dai poteri vigenti; noto è il terremoto del 1703 ; la gente sopravvissuta abbandonò la città in quanto ritenuta troppo rischiosa, fu ricostruita dalla tenace volontà dei pochi abitanti rimasti e ripopolata per volontà di papa Clemente XI, il quale, ritenendo che la città dovesse rinascere a tutti i costi, dispose che fossero inviati preti e suore spogliatisi del loro sacro vincolo a contribuire alla rinascita della città..<br />
Oggi ,dopo il terremoto del 6 Aprile del 2009 che colpì oltre l&#8217;Aquila anche paesi limitrofi, tra i quali Onna, Villa Sant&#8217;Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica, il capoluogo  presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate e non c&#8217;è ombra di nessun potere vigente che voglia occuparsi di questa ricostruzione , neanche il Papa! l&#8217;unica forza attiva sono i sopravvissuti che come nel 1703 vogliono che la loro città rinasca e non venga abbandonata.</p>
<p>TOSCANA</p>
<p>Fabbriche di Careggine</p>
<p>Il paesino fu fondato nel XIII secolo da una colonia di fabbri ferrai provenienti da Brescia, la sua economia rimase pressochè invariata fino al 1941 quando, sotto il regime fascista, la società Selt-Valdarno (oggi Enel) decise di costruire un bacino idroelettrico sbarrando il corso del torrente Edron nel comune di Vagli Sotto. Tra il 1947 e il 1953 venne costruita una diga e il paesino composto da 31 case  fu gradualmente sommerso.<br />
Fino al secolo scorso, in occasione dei lavori di manutenzione della diga, il lago veniva svuotato facendo riemergere l&#8217;antico borgo medievale, con le sue case in pietra, il cimitero, il ponte a tre arcate, la chiesa romanica di San Teodoro e il campanile in rovina. Tale evento si è verificato soltanto quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983 e nel 1994.</p>
<p>Rocca San Silvestro</p>
<p>Il villaggio fortificato di Rocca San Silvestro è costituito da un cassero fortificato con una chiesa, un borgo ed una serie di strutture di servizio (un frantoio, un forno da pane, un forno da ceramica); sul versante occidentale è invece posta un&#8217; area industriale destinata ad attività metallurgica.</p>
<p>Si tratta di un centro, sorto tra il X e l&#8217;XI secolo per iniziativa della famiglia signorile dei Della Gherardesca, fortemente legato allo sfruttamento delle risorse minerarie della zona.</p>
<p>La diminuzione degli abitanti portò alla trasformazione in aree agricole di gran parte delle zone minerarie e circa alla metà del 1400 Rocca San Silvestro venne definitivamente abbandonata.</p>
<p>SICILIA</p>
<p>Noto antica</p>
<p>Fu fondata all&#8217;epoca di Ducezio re dei siculi (verso il 428 a.C.) e diventata capovalle durante l&#8217;epoca araba. Era una città importantissima nella Sicilia ed era confederata con altre due città: Messina e Taormina. Alla città fu dato anche il titolo di Città ingegnosissima da Ferdinando il cattolico nel 1503.<br />
Noto aveva chiese nobilissime, la più splendida delle quali (racconta Rocco Pirri) era la chiesa madre detta Chiesa Maggiore (retta a collegiata agli inizi del &#8216;600) che era intitolata (come quella attuale) a San Nicolò, era presente inoltre il Monastero cistercense di Santa Maria dell&#8217;Arco , imponenti fortificazioni e palazzi.<br />
Il terremoto della Val di Noto dell&#8217;11 gennaio 1693 la rase al suolo insieme ad altri 45 centri abitati.<br />
Con un&#8217;intensità pari a 7,4° della scala Richter è stato in assoluto il terremoto più intenso mai registrato nell&#8217;intero territorio italiano.( per approfondimenti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Val_di_Noto_del_1693" target="_blank">Wikipedia</a>)<br />
La città fu abbandonata e ricostruita in stile barocco più a valle.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Ieni Alexandra</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>L&#8217;Aquila</em></p>
<p style="text-align: right;">
<p><img class=" alignnone" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/04/brugherio_giuffre_terremoto_3_foto_pinoia_v_medium.jpg" alt="" width="480" height="384" /></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/terremoto-reportage/esterne071312330704131445_big.jpg" alt="" width="620" height="413" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://2.bp.blogspot.com/_tdihvRbPYiY/SdofKvx3LhI/AAAAAAAADFc/hCa38aivmdQ/s400/terremoto+abruzzo.jpg" alt="" width="400" height="289" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://digilander.libero.it/rincolvatiz/terremoto/luglio/collemaggio.JPG" alt="" width="432" height="324" /></em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em>Fabbriche di Careggine</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.poetikus.it/images/vagli.jpg" alt="" width="600" height="419" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.parks.it/galleria/foto/800/MontiLivornesi-fabbriche.jpeg" alt="" width="480" height="321" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rocca San Silvestro</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://magazine.voiaganto.it/wp-galleryo/citta-fantasma/craco.jpg" alt="" width="395" height="257" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.tuscanywalkingfestival.it/Media/Images/7/parco_di_san_silvestro_rocca.jpg" alt="" width="480" height="731" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Noto antica</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.sicilyontour.com/images/noto8.jpg" alt="" width="513" height="558" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://sicilyweb.com/foto/1977/1977-02-45-06-4537.jpg" alt="" width="500" height="338" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.ratso.net/07sic20.jpg" alt="" width="430" height="323" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.avola3.it/Base_madonna_della_scala/Torre_fortificata.jpg" alt="" width="410" height="307" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
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		<title>Crolla l&#8217;armeria dei Gladiatori a Pompei</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 00:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[armeria dei gladiatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Aveva resistito in parte alle eruzioni dell&#8217;ora silenzioso Vesuvio la Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, ma nulla ha potuto contro l&#8217;incuria, la pioggia, la manutenzione carente e, forse, sbagliata. Alle prime ore del mattino, sotto il peso di un tetto in cemento armato e le infiltrazioni d&#8217;acqua dovute alla pioggia, la Domus dove si allenavano gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva resistito in parte alle eruzioni dell&#8217;ora silenzioso Vesuvio la Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, ma nulla ha potuto contro l&#8217;incuria, la pioggia, la manutenzione carente e, forse, sbagliata. Alle prime ore del mattino, sotto il peso di un tetto in cemento armato e le infiltrazioni d&#8217;acqua dovute alla pioggia, la Domus dove si allenavano gli atleti dell&#8217;antica Pompei si è sbriciolata lasciando su via dell&#8217;Abbondanza, dove si affaccia, un cumulo di detriti, uno spezzone di muro e tanti dubbi e polemiche. E ora chiarezza chiede, con forza, il Capo dello Stato che definisce la vicenda una vergogna per l&#8217;Italia. Il sindaco di Pompei, Claudio Alessio, accusa: un crollo annunciato. E aggiunge: «È colpa di un intero sistema che ha sottovalutato questo grande patrimonio che sono gli scavi di Pompei. Dopo i rifiuti &#8211; dice ancora &#8211; daremo nuovamente un&#8217;immagine negativa dell&#8217;Italia». E i turisti? Sia italiani che stranieri hanno notato poco o nulla di quanto accaduto oggi negli scavi. La direzione ha prontamente disposto un percorso alternativo e l&#8217;area interessata dal crollo è stata resa inaccessibile, anche alla vista, con dei teli bianchi posti sulle transenne. Una batosta, per quanti considerano gli scavi di Pompei uno dei più importanti siti archeologici del mondo.</p>
<p>L&#8217;edificio si pensa fosse stato costruito negli ultimi anni di vita di Pompei, prima che l&#8217;eruzione del Vesuvio seppellisse di cenere e lapilli la città. La dimora fungeva da luogo di riunione di un&#8217;associazione a stampo militare, dove con tutta probabilità i giovani pompeiani si allenavano alla lotta e alle arti gladiatorie. Allo stesso tempo, viste le caratteristiche architettoniche, la Schola fungeva da deposito per le armi. E ora? Tutto è sparito mentre si cerca di rimettere insieme i pezzi della domus.</p>
<p>Una Vergogna&#8230;..</p>
<p style="text-align: right;"><em>Tratto da Leggo.it</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.apcom.net/bin/content_3/TopNews/imgs/C_3_TopNews_102183_foto.jpg" alt="" width="512" height="384" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.tuttosport.com/images/ansa/06/0101106143039744_20101106_immagine_l.jpg" alt="" width="500" height="307" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://napoli.repubblica.it/images/2010/11/06/160838541-d397a172-6a23-4ef5-8c85-74de1046a2d7.jpg" alt="" width="620" height="465" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://napoli.repubblica.it/images/2010/11/06/141448716-205a661e-41c9-4237-8ed5-a7e0b4d5d144.jpg" alt="" width="620" height="465" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>PRIMA E DOPO DEL CROLLO</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/images/2010/11/06/144735472-f990f1f6-7581-4532-844e-48362986c99a.jpg" alt="" width="358" height="520" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
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		<title>Ossario di Sedlec , Repubblica Ceca</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 20:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Ossario di Sedlec]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Ceca]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda di partenza era abbastanza semplice e , come tutte le cose semplici si rivelò diabolicamente complicata ; quale argomento trattare per il nostro centesimo articolo??
Giorni di ricerche , attanagliate critiche su cosa meriti due parole e su cosa renda un traguardo tale , ha portato la redazione ad una difficoltosa e assai mentalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda di partenza era abbastanza semplice e , come tutte le cose semplici si rivelò diabolicamente complicata ; quale argomento trattare per il nostro centesimo articolo??</p>
<p>Giorni di ricerche , attanagliate critiche su cosa meriti due parole e su cosa renda un traguardo tale , ha portato la redazione ad una difficoltosa e assai mentalmente estenuante decisione&#8230;..L&#8217;Ossario di Sedlec si rivelò l&#8217;argomento più adatto per un festeggiamento!.</p>
<p>In ceco kostnice Sedlec è una piccola cappella cristiana, collocata nel cimitero della Chiesa di tutti i Santi ( in ceco: Hřbitovní kostel Všech Svatých) a Sedlec,nellaRepubblica Ceca. fino a qui nulla di interessante, quello che ci ha colpito è che l&#8217;ossario contiene approssimativamente 40.000 scheletri umani scomposti e disposti in maniera tale da creare un sistema decorativo che adorna gli interni dell&#8217;edificio religioso .</p>
<p>Definire però elemento decorativo un lampadario fatto di crani, femori ecc&#8230;.è una sfida per qualsiasi architetto&#8230;interior design&#8230;.e così via, comunque sicuramente František Rint, un intagliatore al servizio del Duca di Schwarzenberg, colui che ebbe l&#8217;idea di riutilizzare le ossa accumulate nei magazzini della chiesa per creare la macabra decorazione della cripta, le idee le doveva avere veramente chiare al riguardo.</p>
<p>In Italia abbiamo anche un esempio simile ma più &#8220;casto&#8221; ,  nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini a Roma .</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulla storia dei questa cappella visitate il <a href="http://www.kostnice.cz/" target="_blank">sito</a> dove potete fare anche un tour virtuale!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Redazione</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> <img class="alignnone" src="http://img535.imageshack.us/img535/4383/38712166457126540.jpg" alt="" width="360" height="529" /> </em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://wazoo.ru/img_news/387_1216645714_57690.jpg" alt="" width="600" height="399" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://lh5.ggpht.com/_W7ZrcYrfbx4/S2yDvF1ElxI/AAAAAAAABxU/Pjj_lRKoWcI/DSC02099.JPG" alt="" width="512" height="384" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://www.lucabaradello.it/images/cechia/sedlec0334.jpg" alt="" width="540" height="720" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://img707.imageshack.us/img707/6320/sedlecossuary.jpg" alt="" width="540" height="720" /></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><img class="alignnone" src="http://img185.imageshack.us/img185/2143/saldec27db.jpg" alt="" width="355" height="450" /></em></p>
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		<title>Iraq, la morte della storia</title>
		<link>http://www.laboratoriocreativo.org/iraq-la-morte-della-storia.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 15:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[alexandra ieni]]></category>
		<category><![CDATA[antichità]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[laboratoriocreativo.org]]></category>

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		<description><![CDATA[di Robert Fisk, The Independent -
 (Traduzione di Ingrid Colanero per  				Osservatorio Iraq)
 La favolosa Ur dei Caldei: sta  				disfandosi per i movimenti dei carri armati. Le foto che seguono  				(alcune di A. Leoni) riguardano tutte questo sito archeologico e  				il suo museo, ormai saccheggiato


 30 settembre &#8211; Città sumere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;">di Robert Fisk, The Independent -</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">(Traduzione di Ingrid Colanero per  				Osservatorio Iraq)</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">La favolosa Ur dei Caldei: sta  				disfandosi per i movimenti dei carri armati. Le foto che seguono  				(alcune di A. Leoni) riguardano tutte questo sito archeologico e  				il suo museo, ormai saccheggiato</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana;"><span><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">30 settembre &#8211; Città sumere che hanno  				6.000 anni [1] fatte a pezzi e saccheggiate dai ladri. Le stesse  				mura della grandiosa Ur dei Caldei si stanno riempiendo di crepe  				sotto lo sforzo provocato da massicci movimenti di truppe. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">La privatizzazione del saccheggio,  				mentre i possidenti terrieri comprano in blocco i restanti siti  				dell’antica Mesopotamia per spogliarli dei loro artefatti e  				della loro ricchezza, sta provocando la quasi totale distruzione  				del passato storico dell’Iraq, la culla stessa della civiltà  				umana. La morte della storia è uno dei più vergognosi simboli  				della disastrosa occupazione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Le prove accumulate dagli archeologi  				mostrano che perfino quegli iracheni che hanno avuto una  				formazione da operatori archeologici durante il regime di Saddam  				Hussein stanno ora utilizzando le proprie conoscenze per unirsi  				ai saccheggiatori negli scavi delle antiche città, distruggendo  				migliaia di vasi di valore inestimabile, bottiglie, e altri  				manufatti, alla ricerca di oro e di altri tesori. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Nel periodo successivo alla Guerra del  				Golfo del 1991, eserciti di saccheggiatori arrivarono nelle  				città del deserto del sud dell’Iraq, e furono depredati almeno  				13 musei. Oggi, quasi tutti i siti archeologici del sud  				dell’Iraq sono sotto il controllo dei saccheggiatori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img class="alignnone" src="http://www.wayfaring.info/images/great_ziggurat_ur_sumeria1.jpg" alt="" width="600" height="408" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">In una lunga e devastante valutazione  				che sarà pubblicata a dicembre, l’archeologa libanese Joanne  				Farchakh dice che gli eserciti dei saccheggiatori non hanno  				risparmiato &#8220;neppure un metro di queste capitali sumere che  				erano rimaste sepolte sotto la sabbia per migliaia d’anni.&#8221; </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">&#8220;Hanno sistematicamente distrutto i  				resti di questa civiltà nella loro instancabile ricerca di  				manufatti da vendere: antiche città, che coprono una superficie  				stimata di 20 chilometri quadrati, che &#8211; se adeguatamente  				scavati &#8211; avrebbero potuto fornire ampie nuove informazioni  				circa lo sviluppo della razza umana. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">&#8220;L’umanità sta perdendo il suo passato  				per una tavoletta cuneiforme o per una scultura o per un pezzo  				di gioielleria che i mercanti acquistano e pagano in contanti in  				un Paese devastato dalla guerra. L’umanità sta perdendo la sua  				storia per il piacere di collezionisti privati che vivono al  				sicuro nelle loro lussuose abitazioni e ordinano oggetti per le  				loro collezioni&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img class="alignleft" src="http://it.peacereporter.net/upload/immagini/medioriente/iraq/040117museo.jpg" alt="" width="250" height="205" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">La Farchakh, che ha contribuito alle  				indagini originarie sui tesori rubati dal Museo archeologico di  				Baghdad, nel periodo immediatamente successivo all’invasione  				dell’Iraq, dice che presto l’Iraq potrebbe finire per non avere  				più storia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">&#8220;Ci sono 10.000 siti archeologici nel  				Paese. Solo nella zona di Nassiriya ci sono circa 840 siti  				archeologici sumeri, sono stati tutti sistematicamente  				saccheggiati. Perfino quando Alessandro Magno distruggeva una  				città, ne ricostruiva sempre un’altra. Ma ora i rapinatori  				stanno distruggendo tutto, perché stanno arrivando giù fino alla  				roccia sottostante il terreno. La novità sta nel fatto che i  				saccheggiatori stanno diventando sempre più organizzati con,  				apparentemente, moltissimo denaro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">A parte questo, le operazioni militari  				stanno danneggiando questi siti per sempre. Da cinque anni a Ur  				c’è una base statunitense, e le mura si stanno fessurando a  				causa del peso dei veicoli militari. È come sottoporre un sito  				archeologico a un terremoto continuo&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Di tutte le antiche città dell’attuale  				Iraq, Ur è considerata la più importante nella storia  				dell’umanità. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Menzionata nell’Antico Testamento, e  				ritenuta da molti il luogo in cui nacque il profeta Abramo –  				compare anche nelle opere di storici e geografi arabi &#8211; dove il  				suo nome è Qamirnah, la Città della luna.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img class="alignnone" src="http://leturcq.files.wordpress.com/2009/02/baghdad-museum-us-soldie-0085.jpg" alt="" width="581" height="390" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Fondata verso il 4000 a.C., la sua  				popolazione sumera vi stabilì i principi dell’irrigazione, vi  				sviluppò l’agricoltura, e la lavorazione dei metalli. Mille e  				cinquecento anni dopo &#8211; in quella che è diventata nota come  				l’’Era del Diluvio’ &#8211; Ur produsse uno dei primi esempi di  				scrittura, iscrizioni, e costruzioni. Nella vicina Larsa,  				mattoni d’argilla cotta erano utilizzati come ordini di  				pagamento– il primo assegno della storia: la profondità  				dell’incisione del dito nell’argilla segnava la quantità di  				denaro da trasferire. Le tombe reali di Ur contenevano gioielli,  				pugnali, oro, sigilli cilindrici d’azzurrite, e talvolta resti  				di schiavi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Ufficiali statunitensi hanno detto  				ripetutamente che una grande base americana costruita a  				Babilonia serve a proteggere il sito, ma l’archeologa irachena  				Zainab Bahrani, docente di storia dell’arte e archeologia alla  				Columbia University, dice che questo &#8220;ha dell’incredibile&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">In un’analisi della città, dice: &#8220;Il  				danno arrecato a Babilonia è sia esteso che irreparabile, e,  				anche se le forze Usa avessero voluto proteggerla, sarebbe stato  				molto più sensato mettere delle guardie attorno al sito invece  				che demolirlo e mettere su il più grande quartier generale delle  				forze armate della coalizione nella regione&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img class="alignleft" src="http://www.instablogsimages.com/images/2009/02/25/baghdad-museum_PTlT6_19369.jpg" alt="" width="300" height="400" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Gli attacchi aerei del 2003 hanno  				lasciato illesi i monumenti storici, tuttavia la professoressa  				Bahrani dice: &#8220;L’occupazione ha avuto come conseguenza una  				distruzione tremenda della storia che va ben oltre i musei e le  				librerie saccheggiate e distrutte alla caduta di Baghdad. Almeno  				sette siti storici sono stati utilizzati in questo modo dalle  				forze Usa e da quelle della coalizione dall’aprile del 2003, uno  				dei quali è il cuore storico di Samarra, dove il santuario al  				Askari costruito da Nasr-al-Din Shah ha subito un attentato nel  				2006&#8243;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">L’uso dei siti storici come basi  				militari è una violazione della Convenzione e del Protocollo  				dell’Aia del 1954 (capitolo1, articolo 5), che copre i periodi  				di occupazione; nonostante gli Stati Uniti non abbiano  				ratificato la Convenzione, l’Italia, la Polonia, l’Australia, e  				l’Olanda, che hanno tutti inviato forze in Iraq, sono parti  				contraenti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">La Farchakh fa osservare che, mentre i  				partiti religiosi guadagnano influenza in tutte le province  				dell’Iraq, anche i siti archeologici stanno cadendo sotto il  				loro controllo. Racconta di Abdulamir Hamdani, il direttore  				delle antichità della provincia di Dhi Qar &#8211; nel sud &#8211; che  				disperatamente – ma invano – tentò di impedire la distruzione  				delle città sepolte durante l’occupazione. Lo stesso dr Hamdani  				ha scritto di poter far poco per impedire il &#8220;disastro di cui  				siamo tutti testimoni e osservatori&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Nel 2006, dice, &#8220;abbiamo reclutato 200  				ufficiali di polizia perché stavamo tentando di fermare il  				saccheggio pattugliando i siti il più spesso possibile. Il  				nostro equipaggiamento non era sufficiente per questa missione  				perché avevamo solo otto macchine, qualche pistola e altre armi,  				e qualche radio trasmittente per l’intera provincia, dove è  				stato fatto un inventario di 800 siti archeologici. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">&#8220;Naturalmente, questo non è abbastanza,  				ma stavamo cercando di stabilire un po’ d’ordine, fino a che  				restrizioni finanziarie all’interno del governo hanno  				significato che non eravamo più in grado di pagare il carburante  				per pattugliare i siti. Così siamo finiti nei nostri uffici,  				cercando di combattere il saccheggio, ma questo era anche prima  				che i partiti religiosi si impadronissero del sud dell’Iraq&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">L’anno scorso, il Dipartimento alle  				antichità del dr Hamdani ha ricevuto un avviso dalle autorità  				locali, che approvava la creazione di fabbriche di mattoni crudi  				nelle aree circostanti i siti archeologici sumeri. Ma presto è  				diventato chiaro che i proprietari delle fabbriche avevano  				intenzione di acquistare la terra dal governo iracheno perché  				sotto c’erano parecchie capitali sumere e altri siti  				archeologici. Il nuovo proprietario del terreno avrebbe  				&#8220;scavato&#8221; il sito archeologico, sciolto il &#8220;vecchio mattone  				crudo&#8221; per formare il nuovo per il mercato, e vendere i  				ritrovamenti portati alla luce ai mercanti d’antichità. </span> </span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SSUht-a8Cho&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/SSUht-a8Cho&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Il dr Hamdani ha coraggiosamente  				rifiutato di firmare il dossier. Dice la Farchakh: &#8220;Il suo  				rifiuto ha avuto conseguenze rapide. I partiti religiosi che  				controllano Nassiriya hanno mandato da lui la polizia, con  				l’ordine di metterlo in prigione con accuse di corruzione. E’  				stato in carcere tre mesi in attesa di processo. Il Dipartimento  				statale responsabile delle antichità e del patrimonio culturale  				l’ha difeso durante il processo, e lo stesso ha fatto la sua  				potente tribù. E’ stato rilasciato e ha riavuto il suo posto. Le  				fabbriche di mattoni crudi sono &#8220;progetti congelati&#8221;, ma sono  				venute a galla notizie di una strategia simile che si sta  				impiegando in altre città e in siti archeologici vicini, come la  				Ziggurat di Aqarquf nei pressi di Baghdad. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Per quanto tempo gli archeologi iracheni  				riusciranno a mantenere l’ordine? Questa è una domanda a cui  				solo i politici iracheni affiliati ai diversi partiti religiosi  				possono rispondere, dato che sono loro ad approvare questi  				progetti&#8221;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Gli sforzi della polizia per porre fine  				al potere dei saccheggiatori, ora con una struttura di supporto  				ben organizzata che ha l’aiuto dei leader delle tribù, si sono  				dimostrati letali. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Nel 2005 la dogana irachena aveva  				arrestato – con l’aiuto dei soldati occidentali – parecchi  				mercanti di antichità nella città di al Fajr, vicino Nassiriya.  				Sequestrarono centinaia di artefatti e decisero di portarli al  				museo di Baghdad. Fu un errore fatale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Il convoglio venne fermato a poche  				miglia da Baghdad, otto degli agenti della dogana vennero  				assassinati, e i loro corpi bruciati e lasciati a putrefarsi nel  				deserto. Gli artefatti scomparvero. &#8220;Fu un chiaro messaggio al  				mondo da parte dei mercanti d’antichità&#8221;, dice la Farchakh. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Le legioni di saccheggiatori di  				antichità lavorano all’interno di una organizzazione di  				contrabbando di massa dove tutto fila liscio. Camion, macchine,  				aerei, e barche portano il bottino del patrimonio storico  				dell’Iraq in Europa, negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi  				Uniti, e in Giappone. Gli archeologi dicono che un numero sempre  				crescente di siti Internet offre artefatti mesopotamici, oggetti  				che hanno anche più di 7.000 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">I contadini del sud dell’Iraq sono ora  				saccheggiatori professionisti, che sanno come tracciare i  				contorni dei muri di edifici sepolti, e sono capaci di arrivare  				direttamente a stanze e tombe. Il rapporto degli archeologi  				dice: &#8220;Sono stati formati su come derubare il mondo del suo  				passato e ne hanno tratto un profitto significativo. Conoscono  				il valore di ogni oggetto, ed è difficile pensare perché  				dovrebbero smettere di saccheggiare&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;"><img class="alignnone" src="http://graphics.boston.com/news/packages/iraq/galleries/museum/01.jpg" alt="" width="520" height="385" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Dopo la Guerra del Golfo del 1991, gli  				archeologi avevano assunto i vecchi saccheggiatori come  				operatori, promettendo loro stipendi statali. Questo sistema ha  				funzionato finché gli archeologi sono rimasti nei siti, ma è  				stato una delle cause principali della successiva distruzione;  				la gente ormai sapeva come scavare e cosa poteva trovare. </span> </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-family: Verdana;">Aggiunge la Farchakh: &#8220;Più a lungo  				l’Iraq sarà in uno stato di guerra, più la culla della civiltà  				sarà minacciata. Potrebbe addirittura non durare perché i nostri  				nipoti possano trarne insegnamento&#8221;.</span></span></p>
<p>NOTA</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">Anche se quest&#8217;articolo è stato scritto nel 2007 e ad oggi ,con grande sforzo, si sta ristabilendo il Museo di Baghdad e si fa fronte ad un inizio di restauro del sito di Ur, non dobbiamo dimenticare cosa è successo perchè se la guerra uccide fisicamente le persone, privare una popolazione del proprio passato è una barbaria senza tempo e senza perdono.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">I territori dell&#8217;Iraq sono la culla della nostra civiltà, un bene comune , non facciamocirubare anche la memoria.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;"><img class="alignnone" src="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Arts/Arts_/Pictures/2008/02/27/baghdad460.jpg" alt="" width="460" height="276" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;"><img class="alignnone" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" src="http://www.thelivingmoon.com/42stargate/04images/Iraq/en-390-dbaba.jpg" alt="" width="390" height="203" /></span></span></p>
<p style="text-align: right; "><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;"><em>Ieni Alexandra</em></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le città fantasma d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 20:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello delle città fantasma è un fenomeno non così raro,in Italia specialmente abbiamo molti esempi di borghi o di cittadelle completamente abbandonate a causa di frane , terremoti o semplicemente per motivi pratici della popolazione perché l&#8217;attività economica che la teneva in vita è fallita o per la sistematica migrazione di una popolazione verso zone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello delle città fantasma è un fenomeno non così raro,in Italia specialmente abbiamo molti esempi di borghi o di cittadelle completamente abbandonate a causa di frane , terremoti o semplicemente per motivi pratici della popolazione perché l&#8217;attività economica che la teneva in vita è fallita<a title="Terremoto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto"></a> o per la sistematica migrazione di una popolazione verso zone economicamente più favorevoli.</p>
<p>Vi proponiamo una breve lista dei luoghi fantasmi piu suggestivi d&#8217;Italia;</p>
<p>ABBRUZZO</p>
<p><strong>Valle Piola</strong> è un paese disabitato, sito nel comune di <a title="Torricella Sicura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torricella_Sicura">Torricella Sicura</a> (in <a title="Provincia di Teramo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Teramo">Provincia di Teramo</a>) nel cuore dei <a title="Monti della Laga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monti_della_Laga">Monti della Laga</a> risalente al 1059 infatti sono presenti anche due Gaffi un balcone in legno di origine <a title="Longobardi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Longobardi">longobarda</a>.</p>
<p>Il paese risulta abbandonato dal <a title="1977" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977">1977</a>, quando l&#8217;ultima famiglia si trasferì altrove.</p>
<p>BASILICATA</p>
<p><strong> <a title="Craco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Craco">Craco</a></strong>, fatto risalire  all&#8217;VIII secolo a.C è un paese in provincia di Matera , è stato abbandonato nel <a title="1963" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1963">1963</a> a causa di una frana che lo distrusse e tuttora è rimasto come il momento in cui venne abbandonato. Questa evacuazione ha conferito al borgo un certo fascino che ha attratto alcuni registi, i quali scelsero Craco per girare scene dei loro film (<em>La Passione di Cristo</em> di Mel Gibson, <em><a title="Cristo si è fermato a Eboli (film)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo_si_%C3%A8_fermato_a_Eboli_%28film%29">Cristo si è fermato a Eboli</a></em> di <a title="Francesco Rosi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Rosi">Francesco Rosi</a>, <em><a title="King David" href="http://it.wikipedia.org/wiki/King_David">King David</a></em> di <a title="Bruce Beresford" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Beresford">Bruce Beresford</a> e <em><a title="Agente 007 - Quantum of Solace" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agente_007_-_Quantum_of_Solace">Agente 007 &#8211; Quantum of Solace</a></em> di <a title="Marc Forster" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Forster">Marc Forster</a> sono alcuni esempi).</p>
<p>CAMPANIA</p>
<p><strong>Roscigno Vecchio</strong>, il centro storico risale al 1086, è una <a title="Città fantasma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_fantasma">frazione completamente disabitata</a> da tempo a causa della presenza di diverse <a title="Frane" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frane">frane</a>. Il centro storico di Roscigno inizia a svuotarsi intorno all&#8217;anno <a title="1902" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1902">1902</a> a causa di due ordinanze del <a title="Genio civile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genio_civile">genio civile</a> che obbligano la popolazione al trasferimento nell&#8217;attuale ubicazione del paese, Roscigno nuova.</p>
<p>In Roscigno vecchia attualmente risiede un solo abitante (Giuseppe Spagnolo) che girovaga per le vie deserte del paese dove, talvolta, giunge qualche turista; l&#8217;anziano abitante ne approfitta allora per fare da cicerone. Nel <a title="2000" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2000">2000</a> il centro storico di Roscigno contava 4 abitanti.</p>
<p><strong>Romagnano al Monte , i</strong>l paese dopo il terremoto del 1980 è stato del tutto abbandonato, mentre negli anni 60 si contavano più di 600 abitanti. Di origine medioevale, Romagnano al Monte ha vissuto una storia molto simile a quella di altri modesti agglomerati montani a regime pastorale, storia legata alle vicende e alle sorti delle proprietà feudali. In cima all&#8217;abitato ci sono i resti di una cinta di mura del castello baronale, mentre al centro in piazza SS Rosario c&#8217;è il Municipio e la chiesa settecentesca della Madonna del Rosario.</p>
<p>Il <strong>Rione Terra</strong> è un agglomerato urbano che costituisce il primo nucleo abitativo di <a title="Pozzuoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pozzuoli">Pozzuoli</a>, in <a title="Provincia di Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Napoli">provincia di Napoli</a>, abitato fin dal <a title="II secolo a.C.. (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=II_secolo_a.C..&amp;action=edit&amp;redlink=1">II secolo a.C.,</a>Il quartiere fu sgomberato nel <a title="1970" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970">1970</a> per i danni subiti a seguito di una <a title="Bradisismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradisismo">crisi bradisismica</a>, sebbene lo sgombero fosse richiesto anche per le pessime condizioni igieniche che vi albergavano.</p>
<p>Ulteriormente danneggiato dal <a title="Terremoto dell'Irpinia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Irpinia">terremoto del 1980</a> e da una nuova recrudescenza del bradisismo negli <a title="Anni 1980" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1980">anni ottanta</a>, il rione è attualmente in fase di restauro e riqualificazione ed è possibile visitarne i sotterranei.</p>
<h4><span id="Friuli-Venezia_Giulia">Friuli-Venezia Giulia</span></h4>
<p>Tipico esempio di borgo rurale montano abbandonato è <a title="Palcoda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palcoda">Palcoda</a>, frazione del comune di <a title="Tramonti di Sotto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tramonti_di_Sotto">Tramonti di Sotto</a>, Il paese risultò del tutto abbandonato quando, nel <a title="1923" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1923">1923</a>, partirono gli ultimi dei Masutti.</p>
<p>LAZIO</p>
<p><strong>Monterano</strong> è un antico <a title="Feudo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feudo">feudo</a> abbandonato sulla cima di un&#8217;altura <a title="Tufo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tufo">tufacea</a> all&#8217;interno della <a title="Riserva parziale naturale Monterano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_parziale_naturale_Monterano">Riserva parziale naturale Monterano</a>, nel territorio del <a title="Canale Monterano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canale_Monterano">comune di Canale Monterano</a>, nella <a title="Lazio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lazio">Regione Lazio</a>, in <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a>. La <a title="Città fantasma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_fantasma">città fantasma</a>, per la sua bellezza e la relativa vicinanza a <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, e quindi a <a title="Cinecittà" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinecitt%C3%A0">Cinecittà</a> e all&#8217;industria cinematografica, è stato ed è ancora set di numerosi film.</p>
<p>Monterano era stata abitata fin dall&#8217;<a title="Età del bronzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo">età del bronzo</a> ma divenne fiorente, sia culturalmente che economicamente, in epoca <a title="Etruschi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etruschi">etrusca</a>, tra il <a title="V secolo a.C." href="http://it.wikipedia.org/wiki/V_secolo_a.C.">V</a> e il <a title="IV secolo a.C." href="http://it.wikipedia.org/wiki/IV_secolo_a.C.">IV secolo a.C.</a>.</p>
<p><a title="Monumento naturale di Galeria Antica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_naturale_di_Galeria_Antica">Galeria Vecchia</a>, cittadina distrutta dalla peste, nei cui dintorni sono state trovate le fosse comuni degli appestati, spettrale, buia, luogo di ritrovo per messe nere, facile da raggiungere da <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 577px"><img title="Valle Piola borgo" src="http://www.seripubbli.it/Paesi/images/VallePiola/100_1452.jpg" alt="" width="567" height="425" /><p class="wp-caption-text">Valle Piola borgo</p></div>
<p><img class="alignnone" src="http://www.seripubbli.it/Paesi/images/VallePiola/100_1460.jpg" alt="" width="250" height="188" /> <img class="alignnone" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://www.seripubbli.it/Paesi/images/VallePiola/100_1440.jpg" alt="" width="248" height="186" /></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 560px"><img src="http://www.luiginopetriglia.it/cartellasalvaguai/A_IMG_3932_CRACO_CORRETTA.jpg" alt="Craco antica" width="550" height="413" /><p class="wp-caption-text">Craco antica</p></div>
<p><img class="alignnone" src="http://www.mondimedievali.net/Castelli/Basilicata/matera/craco01.jpg" alt="" width="276" height="184" /> <img class="alignnone" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2366/2035510910_9b32912891.jpg" alt="" width="245" height="183" /></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 561px"><img src="http://www.clikon.it/uploads//200812/fo_gallery_49395b5a0802d_1DSC0019copia.jpg" alt="" width="551" height="365" /><p class="wp-caption-text">Roscigno Vecchio</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 566px"><img src="http://www.clikon.it/uploads//200812/fo_gallery_49395fb36441f_3DSC0034copia.jpg" alt="Lunico abitante" width="556" height="361" /><p class="wp-caption-text">L&#39;unico abitante</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 569px"><img src="http://www.basilicata.cc/lucania/romagnano/a2.JPG" alt="Romagnano al Monte" width="559" height="376" /><p class="wp-caption-text">Romagnano al Monte</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 570px"><img src="http://static.panoramio.com/photos/original/10698000.jpg" alt="Rione Terra" width="560" height="375" /><p class="wp-caption-text">Rione Terra</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 569px"><img src="http://www.sentierinatura.it/EasyNET/Archivi/SentieriNatura/All/0004/4858A.JPG" alt="Palcoda" width="559" height="419" /><p class="wp-caption-text">Palcoda</p></div>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sentierinatura.it/EasyNET/Archivi/sentierinatura/all/0004/4860A.JPG" alt="" width="251" height="188" /> <img class="alignnone" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.sentierinatura.it/EasyNET/Archivi/sentierinatura/all/0004/4862A.JPG" alt="" width="250" height="187" /></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img src="http://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/gallery/01-storia/storia_chiesa_sbonaventura_.jpg" alt="" width="500" height="374" /><p class="wp-caption-text">Monterano</p></div>
<p><img class="alignnone" src="http://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/gallery/01-storia/storia_fontana_leone_large.jpg" alt="" width="372" height="556" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/gallery/01-storia/stroria_acquedotto_rinaecime_2.jpg" alt="" width="509" height="339" /></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 511px"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/05/Mura_Galeria_vecchia.JPG/800px-Mura_Galeria_vecchia.JPG" alt="" width="501" height="376" /><p class="wp-caption-text">Galleria Vecchia</p></div>
<p><img class="alignnone" src="http://4.bp.blogspot.com/_5GviIEEML8U/SSci1njUftI/AAAAAAAABKw/fOd143DwhMM/s400/galeria5.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>Si conclude la prima parte di questo articolo </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Ieni Alexandra</em></p>
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		<title>Antiquaria di Hollywood vende un Picasso falso per 2 milioni di dollari</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 23:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[alexandra ieni]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’antiquaria di West Wollywood è stata accusata di aver venduto un Picasso falso, per ben 2 milioni di dollari (molti per un falso, pochi per un Picasso, naturalmente) e dovrà rispondere di questo reato davanti alla corte federale.
Tatiana Khan aveva già parzialmente investito i proventi di questa vendita truffaldina. Nella fattispecie, in un De Dooning [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’antiquaria di West Wollywood è stata accusata di aver venduto un <a href="http://www.artsblog.it/tag/Picasso">Picasso</a> falso, per ben 2 milioni di dollari (molti per un falso, pochi per un Picasso, naturalmente) e dovrà rispondere di questo reato davanti alla corte federale.</p>
<p>Tatiana Khan aveva già parzialmente investito i proventi di questa <a href="http://www.news-antique.com/?id=790158&amp;keys=Picasso-Fake-Antique-Dealer">vendita truffaldina</a>. Nella fattispecie, in un De Dooning da 700.000 dollari (questo, vero) che le è stato già sequestrato dagli agenti dell’FBI.</p>
<p>Molto intraprendente questa 69enne, che pagò solo 1000 dollari l’artista che, nel 2006, eseguì per lei una copia perfetta del ritratto di “Donna con cappello blu” del grande maestro spagnolo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte www.artsblog.it</em></p>
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		<title>Alla ricerca del volto di Caravaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 14:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Studiosi bolognesi in una cripta nel Grossetano per ridare il vero volto a Caravaggio
 
Il gruppo di lavoro del professor Gruppioni si è già cimentato con Dante e Poliziano. La nuova avventura  è quella di scoprire la vera fisionomia di Merisi, al di là di quanto dicano gli autoritratti
   Nel 2007 hanno restituito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Studiosi bolognesi in una cripta nel Grossetano per ridare il vero volto a Caravaggio</p>
<p><!-- fine TITOLO --> <!-- inizio SOMMARIO --></p>
<div>Il gruppo di lavoro del professor Gruppioni si è già cimentato con Dante e Poliziano. La nuova avventura  è quella di scoprire la vera fisionomia di Merisi, al di là di quanto dicano gli autoritratti</div>
<p><!-- fine SOMMARIO --> <!-- inizio FIRMA --> <!-- fine FIRMA --> <!-- inizio TESTO -->Nel 2007 hanno restituito a Dante il suo «volto umano», mentre oggi stanno ultimando il ritratto in tre dimensioni di Poliziano. I ricercatori del team dell´antropologo Giorgio Gruppioni della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali promettono adesso di definire la fisionomia di Caravaggio, conosciuta fino ad ora attraverso gli autoritratti dell´artista. L´elaborazione del volto di Dante, realizzata dai tecnici del laboratorio di realtà virtuale della II Facoltà di Ingegneria dell´Università di Bologna, dà un´idea del destino che attende anche Caravaggio. Uscire dalla tela e ritornare, senza il velo dell´arte, tra gli esseri umani.</p>
<p>Sulle tracce dei resti di Caravaggio come sul set di C.S.I. assieme agli antropologi dell´università di Bologna alle prese con scanner, Tac, test al Carbonio 14 e analisi del Dna per rintracciare le ossa del grande pittore. Dare un volto e un corpo al maestro, per aggiungere un tassello alla storia e andare oltre le fonti documentarie. Scendono nella cripta della chiesa del cimitero di Porto Ercole, vicino a Grosseto, gli studiosi guidati dal professor Giorgio Gruppioni, ordinario di Antropologia dell´ateneo, accompagnati da uno speleologo, per esaminare le ossa di circa 200 cadaveri e riportare nei laboratori dell´Alma Mater, nella facoltà di Conservazione dei Beni Culturali a Ravenna, i resti dei giovani uomini morti all´inizio del ‘600 che potrebbero appartenere a Michelangelo Merisi. Dopo partiranno le analisi per comparare il Dna ancora presente nelle ossa e nei denti con quello dei discendenti maschi del pittore, pronipoti del fratello, che ancora vivono nel paesino di Caravaggio e portano lo stesso cognome dell´illustre antenato.</p>
<p>«La ricerca prende le mosse da alcuni documenti storici che collocano la morte di Caravaggio non sulla spiaggia della Feniglia ma tre giorni dopo in ospedale &#8211; spiega Vinceti &#8211; e quindi il cadavere deve essere stato sepolto nel cimitero di San Sebastiano. Nel 1956 i resti sono stati disseppelliti e messi nella cripta centrale della chiesa del cimitero di Porto Ercole, il luogo da cui cominceremo le ricerche»</p>
<p>«Inizialmente si lavorerà per esclusione &#8211; spiega Gruppioni &#8211; escludendo tutti gli scheletri di donne e bambini tra gli oltre 200 conservati nella cripta. Poi i resti di tutti i giovani uomini morti all´incirca all´inizio del ‘600 saranno trasportati a Ravenna e lì sottoposti ad analisi al Carbonio 14, fotografati con lo scanner e analizzati con la Tac. In questo modo si potranno datare, ricostruire virtualmente nella loro interezza e anche catalogare per sempre, proteggendoli dalla distruzione. Se questa indagine non ci porterà ad identificare le ossa di Caravaggio, c´è anche un´altra pista da seguire, quella che colloca i resti nella chiesa di Sant´Erasmo».</p>
<p>«Non bisogna pensare che i risultati che cerchiamo si limitino a rispondere a futili curiosità, come una fotografia in tre dimensioni di personaggi del passato &#8211; dice Vinceti, per stroncare le critiche dei detrattori &#8211; si tratta di un contributo alla ricostruzione della storia. Quando abbiamo scoperto che Pico della Mirandola e Poliziano sono morti avvelenati, ad esempio, abbiamo contribuito a ridefinire il clima in cui si è sviluppato il Rinascimento italiano». Nella biografia di Caravaggio i misteri rimangono ancora molti e ritrovare il cadavere sarebbe un primo passo per la soluzione del complicato «cold case» della storia dell´arte.</p>
<p style="text-align: right;"><em>articolo tratto da http://bologna.repubblica.it/</em></p>
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oas_gifMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/ForSal_2009_RplBo_180_070909/"+file_gifMiddle;</p>
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flashVersion = oasobj.GetVariable("$version");} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3");
flashVersion = "WIN 3,0,18,0";} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash");
flashVersion = "WIN 2,0,0,11";} catch(exc){flashVersion = -1;}}}}}
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		<title>Google Street View Pompei</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Street View è una caratteristica di Google Maps e Google Earth che fornisce viste panoramiche a 360º gradi in orizzontale e a 270º in verticale lungo le strade (a distanza di 10-20 metri l&#8217;una dall&#8217;altra) e permette agli utenti di vedere parti di varie città del mondo a livello del terreno. Introdotto il 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Google Street View</strong> è una caratteristica di<a> Google Maps </a>e Google Earth che fornisce viste panoramiche a 360º gradi in orizzontale e a 270º in verticale lungo le strade (a distanza di 10-20 metri l&#8217;una dall&#8217;altra) e permette agli utenti di vedere parti di varie città del mondo a livello del terreno. Introdotto il <a>25 maggio 2007</a>, il servizio si è gradualmente ampliato, fino a comprendere allo stato attuale fotografie provenienti da diverse nazioni.</p>
<p>Per la realizzazione delle foto, Google Street View si serve di apposite fotocamere (le Dodeca 2360, dotate di 11 obiettivi e prodotte dall&#8217;azienda canadese Immersive Media) collocate sul tetto di diverse automobili, denominate <em>Google Cars, </em> nelle aree pedonali, nei parchi e nelle strade non attraversabili con le automobili vengono usate invece delle biciclette, chiamate <em>Google Bikes</em><sup id="cite_ref-0" title="^ [1]"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Street_View#cite_note-0">[1]</a></sup>. Le foto possono essere visualizzate in diverse posizioni, angolature ed ingrandimenti tramite i tasti &#8220;freccia&#8221; della tastiera e/o il mouse. La linea e le frecce che compaiono in sovrimpressione sulla foto indicano la strada percorsa dalla Google Car e le possibili direzioni da percorrere.</p>
<p>Ultima attrazione è stata Pompei ed Ercolano che ora sono virtualmente visitabili anche da chi, come me, ancora non ha avuto l&#8217;onore di poterci andare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>tratto da wikipedia</em></p>
<p><a href="http://www.google.it/help/maps/streetview/gallery/#patrimonio-dellumanita&amp;aree-archeologiche-di-pompei-ercolano-e-torre-annunziata" target="_blank"><img class="alignnone" src="http://www.oneweb20.it/wp-content/oneweb20.it_uploads/2009/12/pompei_2-2.jpg" alt="" width="510" height="228" /></a></p>
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		<title>Christie’s a Londra, quanto vale l&#8217;arte ?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 23:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre nuovi record mondiali sono stati stabiliti ieri sera ad un’asta di Christie’s a Londra dedicata all’arte degli ‘Old Masters’ (antichi maestri). Un disegno di Raffaello, intitolato ‘Testa di una musa’, è stato battuto per 29,2 milioni di sterline (32,1 milioni di euro), il prezzo più alto mai pagato per un’opera su carta del maestro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre nuovi record mondiali sono stati stabiliti ieri sera ad un’asta di Christie’s a Londra dedicata all’arte degli ‘Old Masters’ (antichi maestri). Un disegno di Raffaello, intitolato ‘Testa di una musa’, è stato battuto per 29,2 milioni di sterline (32,1 milioni di euro), il prezzo più alto mai pagato per un’opera su carta del maestro di Urbino e al tempo stesso il secondo prezzo assoluto più alto di tutti i tempi per un’opera moderna. L’opera di Raffaello è stata acquistata da un anonimo collezionista collegato via telefono.</p>
<p>Un dipinto di Rembrandt del 1658, dal titolo ‘Ritratto di un uomo, a mezzo busto con le mani sui fianchi’, è stato venduto per 20,2 milioni di sterline (22,3 milioni euro), stabilendo cosiì un nuovo primato per l’artista olandese. Il precedente record mondiale per un Rembrandt era stato stabilito sempre da Christie’s a Londra nel dicembre 2000, quando un ”Ritratto di donna sessantaduenne’ era stato venduto per 19,8 milioni di sterline.</p>
<p>Infine una tela del Domenichino, raffigurante ‘San Giovanni Evangelista’, è stato aggiudicato per 9,2 miliono di sterline (10,1 milioni di euro), conquistando il nuovo record per l’artista barocco.</p>
<p><em>Articolo tratto da www.vip.it</em></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/09/domenichino-san-giovanni-324.jpg?uuid=729402d4-9dd6-11de-8d06-65c305b3f5e4" alt="" width="381" height="269" /></p>
<p><img src="http://it.reuters.com/resources/r/?m=02&amp;d=20090918&amp;t=2&amp;i=11644204&amp;w=450&amp;r=2009-09-18T145727Z_01_AMIE58H15JV00_RTROPTP_0_OITLR-ARTE-ASTA-REMBRANT-RECORD" alt="" width="305" height="450" /></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Marc Quinn</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 20:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Marc Quinn fa parte del gruppo Young British Art, insieme a Damien Hirst e Tracey Emin.
Sono artisti piuttosto strapagati che giocano spesso e volentieri su provocazioni mediatiche Marc Quinn infatti utilizza il proprio sangue, congelato,  per realizzare ritratti,  più o meno ogni cinque anni realizza un calco della sua testa e lo riempie di sangue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Quinn fa parte del gruppo Young British Art, insieme a Damien Hirst e Tracey Emin.</p>
<p>Sono artisti piuttosto strapagati che giocano spesso e volentieri su provocazioni mediatiche <a>Marc Quinn infatti </a>utilizza il proprio sangue, congelato,  per realizzare ritratti,  più o meno ogni cinque anni realizza un calco della sua testa e lo riempie di sangue appena prelevato dalle sue vene, una metodica macabra e che molti penseranno individualista, cosa non vera in quanto l’ultima testa della serie, prodotta nel 2006 intitolata &#8220;Self&#8221; è stata comprata pochi mesi fa dalla <a>National Portrait Gallery</a> di <a><span style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #a88600;">Londra</span>,</a> per circa 450.000 euro.</p>
<p><span>L&#8217; opera più recente , <em>Sky</em>, riproduce la testa del figlio dell&#8217;artista realizzata utilizzando la placenta umana ed il cordone ombelicale del bambino.<br />
Quinn, comunque, utilizza anche tecniche &#8220;tradizionali&#8221; e spazia anche nel campo della pittura, delle stampe e della fotografia.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span><em>Ieni Alexandra</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span><em><img class="alignnone" src="http://mailer.e-flux.com/mail_images/1185394962image_web.jpg" alt="" width="238" height="298" /> <img class="alignnone" src="http://www.roguemammoth.com/wp-content/uploads/2009/09/bloodhead.jpg" alt="" width="229" height="299" /><br />
</em></span></p>
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