Bussiness dei tombaroli

Bussiness dei tombaroli

Guai a chiamarli tombaroli. «Noi semo archeologi, dottò», dice Pietro Casasanta a Fabio Isman, che lo intervista per il suo saggio I predatori dell’arte perduta.

Casasanta ha passato 55 dei suoi 70 anni a scavare di frodo nei dintorni di Roma, non di notte come tutti ma di giorno per dare meno nell’occhio, e non «banali» necropoli bensì «roba» più fina, ville e santuari, rintracciati studiando le opere di grandi archeologi come Rodolfo Lanciani, «I tombaroli si sentono dei benefattori», ci racconta Isman, giornalista , Casasanta, che ha imparato a conoscere la campagna romana con suo nonno, un analfabeta che sapeva a memoria l’Eneide e gli mostrava i luoghi del poema, si vanta: «Con tutto quel che ho trovato, mi dovrebbero fare commendatore. Non è colpa mia se le Soprintendenze non sanno dove si deve scavare». Figure pittoresche, i tombaroli, guardati con «indulgenza»: con tutto il ben di Dio che c’è nel sottosuolo italiano siti etruschi, italici, greci, punici, romani, che male fanno se sottraggono qualche vaso o statuette, che anzi potranno essere goduti anziché rimanere nascosti sottoterra o in un deposito di museo italiano?

Come Casasanta anche il siciliano Gianfranco Becchina, grande mercante oggi sotto processo il cui deposito a Basilea, dove aveva anche aperto un negozio di antichità, conteneva più di 4.000 oggetti ora tornati in Italia.

Un saccheggio che in trent’anni ha fatto uscire dall’Italia un milione di oggetti, fra cui capolavori come il Volto d’avorio e il Trapezophoros (entrambi restituiti), l’Atleta vittorioso tuttora al Getty Museum, l’Afrodite e il corredo di argenti dorati provenienti da Morgantina che torneranno nel 2010.

I tombaroli sono la manovalanza da cui si diparte un’industria gigantesca che ha coinvolto decine di migliaia di persone, dai tombaroli agli intermediari locali e intérnazionali, dai grandi mercanti a insigni curatori di musei stranieri come il Metropolitan e il Getty Museum, da blasonate case d’asta a rispettabili collezionisti.

Estratto da Patrimoniosos.it

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