Ha cominciato facendo stencil di topi sui muri di Bristol alla fine degli anni ottanta. Forse si chiama Robert Banks. Forse è nato nel ’74. Il giornalista del Guardian che lo ha intervistato di persona dice che è grossomodo del ’78 ed ha un dente d’argento. Il suo gallerista e agente si chiama Steve Lazarides ed ha cominciato facendo foto dei suoi graffiti sparsi per la città. Questo, più o meno, è quello che si sa di Banksy ma sicuramente la sua tecnica preferita sono gli stencil che utilizza con grande maestria.

Le sue opere sono presenti in tutto il mondo e sono anche protagoniste molte volte di agguerrite controversie comunali riguardanti la loro cancellazione.

Ma oggi ci soffermiamo su un ciclo in particolare quello realizzato da Banksy nel 2005 sulla muraglia che separa i territori palestinesi da Israele.

Comparvero scale bianche che portavano dall’altra parte, linee tratteggiate che indicavano di tagliare lungo i bordi, squarci in trompe l’oeil nel muro. Come se dietro non ci fosse la guerra, o i campi profughi, ma cieli azzurri e prati e palme e bambini che giocano.

Scrive Banksy in Existencilism, uno dei suoi libri “Come la maggior parte delle persone ho questa fantasia che tutti i piccoli sfigati senza potere si possano alleare

Alleiamoci tutti allora…….

Ieni Alexandra


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